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Consulenza di Reversibilità e Successione

Pratiche per reversibilità e successioni

Aventi diritto

Aventi diritto alla pensione di reversibilità:

  • il coniuge superstite, anche se separato: se il coniuge superstite è separato con addebito, la pensione ai superstiti spetta a condizione che gli sia stato riconosciuto dal Tribunale il diritto agli alimenti;
  • il coniuge divorziato se titolare di assegno divorzile. La moglie divorziata deve chiedere l’attribuzione di una quota della pensione di reversibilità dell’ex marito, al Tribunale di appartenenza della stessa, “quale autorità giurisdizionale del luogo di adempimento dell’obbligazione.” (Corte di Cassazione, Sezione 1 civile – Sentenza 14 marzo 2014, n. 6019)
  • i figli (legittimi o legittimati, adottivi o affiliati, naturali, riconosciuti legalmente o giudizialmente dichiarati, nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge) che alla data della morte del genitore siano minorenni, inabili, studenti o universitari e a carico alla data di morte del medesimo;
  • i nipoti minori (equiparati ai figli) se a totale carico degli ascendenti (nonno o nonna) alla data di morte dei medesimi.

In mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti la pensione può essere erogata:

  • ai genitori d’età non inferiore a 65 anni, non titolari di pensione, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo.

In mancanza del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori la pensione può essere erogata:

  • ai fratelli celibi inabili e sorelle nubili inabili, non titolari di pensione, che alla data di morte del lavoratore e/o pensionato siano a carico del medesimo.

Riguardo ai criteri di valutazione per ripartizione quote di reversibilità fra vedova ed ex moglie (in caso di divorzio), come ribadito nella sentenza della Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 2 dicembre 2013 – 14 marzo 2014, n. 6019

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Successione

La successione, in diritto, è il subentrare in un rapporto giuridico di un soggetto giuridico, detto successore o avente causa, a un altro soggetto giuridico, detto autore o dante causa. Il concetto di successione è più ampio di quello di trasferimento: quest’ultimo ha luogo per le sole situazioni giuridiche soggettive attive, mentre la successione, può aver luogo tanto nel lato attivo quanto in quello passivo del rapporto giuridico.

Tipologie

La successione può essere

  • a titolo universale, quando un soggetto subentra a un altro in tutti i rapporti giuridici, attivi e passivi, di cui questo è parte (o, come si suol dire, in universo ius);
  • a titolo particolare, quando un soggetto succede a un altro solo in un determinato rapporto giuridico.

La successione può altresì essere:

  • tra vivi (inter vivos), se il dante causa mantiene la sua soggettività giudica dopo la successione
  • a causa di morte (causa mortis), se avviene a seguito della morte del dante causa (che, quindi è una persona fisica: in un’accesione più ampia, si fa rientrare nel concetto anche la successione che avviene a seguito dell’estinzione della persona giuridica).

La successione a causa di morte può essere a titolo particolare o universale. La successione tra vivi può essere solo a tiolo particolare, se il dante causa è una persona fisica, in quanto, negli ordinamenti giuridici moderni, vi sono diritti dei quali la persona fisica non si può spogliare.

Il diritto successorio

Il diritto successorio è quell’organo che regolamenta tutto ciò che riguarda la morte di una persona.

È possibile che il defunto lasci un testamento o che decida di non disporre di esso, lasciando tutta la regolamentazione dei beni alla legge.

Da qui possiamo riconoscere quindi due procedure utilizzate dalla legge:

  • La successione testamentaria quindi quella in cui il defunto ha lasciato delle disposizioni precise come sua ultima volontà, un esempio di esse è il Testamento.
  • La successione legale è la procedura che regolamenta le conseguenze giuridiche di un decesso, in assenza di disposizioni testamentarie.

Successione legale

Avviene quando il defunto non ha lasciato disposizioni testamentarie e quindi è necessario esaminare quali sono le persone da considerare potenzialmente eredi del defunto e in caso concreto esaminare la quantità di eredità lasciata ad essi.

Le regole fondamentali affinché avvenga questo tipo di successione sono:

  • Ereditano solamente i parenti
  • Ereditano in primis i parenti più vicini ed in seguito gli altri
  • Nel caso in cui l’eredità sia stata devoluta ad eredi più lontani, la stessa spetta prima di tutto ai capostipiti
  • I figli premorti sono rappresentati dai discendenti
  • I discendenti ereditano in parti uguali
  • I genitori ereditano metà ciascuno
  • Per il coniuge superstite vale sempre una regolamentazione particolare, ovvero eredita sempre una parte della totale eredità.
  • È necessario essere degni di successione e che non esista un valido motivo di diseredazione.

Secondo queste regole, ereditano prima i parenti più vicini ed in seguito, in assenza di essi, quelli che gradualmente sono più lontani.

Successione testamentaria

Essa esiste quando il defunto ha lasciato delle disposizioni di ultima volontà, ossia un testamento e quindi ha deciso già come vuole che sia divisa la sua eredità e, se lo desidera, indica agli eredi delle disposizioni funerarie e essi devono rispettarle. Questo testamento può essere revocato o modificato a seconda delle volontà del testatore.

Testamento

Il testamento può essere redatto validamente se il testatore adempie a queste regole fondamentali:

  • aver compiuto 18 anni di età
  • essere capaci di intendere e di volere

Il testamento a sua volta si differenzia in tre tipologie:

  • Testamento olografo
  • Testamento pubblico
  • Testamento orale

I termini di legge

Nell’ambito giuridico sono molto importanti i “termini” ossia i tempi in cui i propri diritti devono essere esercitati, passato questo termine i diritti saranno prescritti.

Dal punto di vista del diritto successorio i termini più importanti sono:

  • Per rinunciare all’eredità: 3 mesi
  • Per chiedere il beneficio d’inventario: 1 mese
  • Per chiedere la liquidazione: 3 mesi
  • Per contestare un testamento: 1 anno
  • Per contestare un testamento che lede la legittima: 1 anno
  • Per rivendicare un bene in possesso di un terzo: 1 anno

Questi termini iniziano a decorrere in momenti differenti che possono essere la morte del defunto, la conoscenza della morte del defunto, la comunicazione delle disposizioni di ultima volontà. Se non si considerano i “termini” prescritti dalla legge non si possono più esercitare i propri diritti.

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